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PINKTROTTERS SUMMER 2015: MARRIAGE IN BEIRUT

Take four girls, two Italian and two Lebanese, who live in different cities and countries. Reunite them in Beirut for a wedding in Beirut. What is going to happen?


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Take four girls, two Italian and two Lebanese, who live in different cities and countries. Reunite them in Beirut for a wedding.


Four different airports of departure – London, Rome, Milan and Dubai – and 3 out of 4 suitcases successfully arrived at destination, but never the fear to run out of clothes. Beirut is a fascinating city where the places of worship alternate with breath-taking roof-tops, exclusive beach clubs, cliffs, and elegant chalets; however, you can feel the marks of attacks and there are still many military check-points. Despite this, Beirut is one of the most lively city in the world, and we definitely enjoyed this side of it with the light-heartedness and joy that brought us here to celebrate a marriage.



Day 1
The first stop was Faraya, a typical ski destination during the winter, but also a summer one for those who wish to escape the heat of the city. We started our journey from those mountains, more precisely from a swimming pool hanging over the valley, with a fantastic view of the Mediterranean coastline. After spending an enviable day, we reached the rest of the group at Le Creperie, a restaurant that combines the French culture with the Mediterranean one with a view on Beirut's bay. Afterwards, we moved to Train Station to start enjoying Beirut's nightlife. The place is an ex train station turned into a trendy bar, which however mantained its most traditional elements, such as the train wagons. We ended the night in a bar under the level of the street, with a big hole in the centre.



Day 2
After an abundant Lebanese breakfast, we went towards the south to try out one of the trendiest beach clubs right now, Iris Beach Club. The music never stopped, and neither did the lanterns and Chinese masks that were part of the scenography of the place. We then decided to spend our day in the name of music, and went to the Music Hall. Just imagine an outdoor theatre, with a huge and vibrant red velvet curtain, dining tables, crystal counters, and international live music. We sang in all the languages we possibly knew.



Day 3
Here it comes: the marriage! The day started with a series of backcombed hair and fake eyelids – which I had never seen in my life -, running towards the church with a weird glittering in our eyes. It was the first time we had been to an orthodox marriage. The ceremony with its chants and the final coronation was very emotional. But the biggest surprise was when we ended up at the reception, where the Ancient Greece setting with a Trojan Horse had been faithfully reproduced. The party – because we should call all marriages like this – made us dance and smile until late night, when the last firework exploded in the sky.




Day 4
Our fourth day started directly from a lunch at Em Sherif restaurant, perfect to taste the typical flavours of the Lebanese culinary tradition and unmissable due to its unique made of coloured glass doors. Afterwards, we walked through the city centre, visited the Mohammed Al-Amin Mosque, symbol of Beirut, and admired a beautiful sunset from Iris, one of the coolest rooftops of Beirut.



Day 5
We went towards the north and spent the day at the new Orchid Beach Club, and then moved to Byblos to enjoy the sunset. Byblos is an old Phoenician town famous for its fossils and its thousand-year-old history. We had dinner at the harbour at Mhanna Sur Mer restaurant, surrounded by temples and an amphitheatre facing the sea: a beautiful scenery. On our way back to Beirut, we met Yvan Rodic, a famous photographer and traveller with whom we would spend the following days.




Day 6
Unfortunately, our last day has come! We dedicated it to food shopping, in an attempt to take back home those flavours which had struck us the most. Then we walked around Mar Mikhael district, famous for its colourful stairs Dhizahyners, and we had lunch in a French-inspired bistro called Prune French Bistro. We couldn't leave without at least visiting a Libanese designer. Therefore, we got an invitation by Rani Zakhem for the visit of its wonderful atelier. We saw the fashion items presented at Altaroma and the wedding collection that had made us dream. We ended our journey with a last night-out together at Myu On The Roof, where we said goodbye to our friends and to the new ones made during those days.



Nobody of us was ready to leave Lebanon, but there was only one solace: summer had just started!

With Love,

Fiamma, Christina, Fausta and Cynthia



Italian Version

Prendete quattro ragazze, due italiane e due Libanesi che vivono in città e paesi diversi e riunitele a Beirut per un matrimonio. Quattro aeroporti di partenza diversi – Londra, Roma, Milano e Dubai – e 3 valigie su 4 arrivate a destinazione, ma mai il timore di restare senza vestiti.

Beirut é una città affascinante dove i luoghi di culto si alternano ad esilaranti roof-tops, beach clubs esclusivi, scogliere, ed eleganti chalet, ma dove ancora ci sono i segni degli attentati e numerosi check-points militari. Nonostante ciò, Beirut é una delle città più vive del mondo e noi l'abbiamo vissuta cosi, con quella spensieratezza e gioia che ci aveva portato lì per celebrare un matrimonio.

Giorno 1
La nostra prima tappa è stata Faraya, tipica località sciistica invernale ma anche meta estiva per fuggire dall'afa della città. E da quelle montagne, da una piscina a strapiombo sugli abeti e con vista sul mediterraneo abbiamo iniziato il nostro viaggio. Dopo aver trascorso una giornata decisamente invidiabile abbiamo raggiunto a cena le altre ragazze a La Creperie, ristorante che unisce la cultura francese a quella mediterranea, con una vista sulle migliaia di lucine della baia di Beirut. Di li a poco avremmo iniziato a vivere la "dolce vita" di Beirut iniziando dal Train Station, ex stazione ferroviaria trasformata in locale di tendenza che conserva però i suoi elementi più caratteristici come i vagoni a vapore e poi finendo la serata in un locale sotto il livello della strada con una grossa apertura al centro.

Giorno 2
Dopo una ricca colazione tipica libanese ci siamo dirette verso sud per provare uno dei Beach Club più in voga del momento, Iris Beach Club. La musica non ha mai smesso di suonare e il locale si è riempito di lanterne e maschere cinesi che facevano parte della scenografia. Abbiamo deciso di continuare a sentire musica per tutto il giorno e cosi siamo andate al Music Hall. Immaginate un teatro all'aperto con enorme e luminoso sipario di velluto rosso, tavoli per la cena, banconi di cristallo e musica dal vivo internazionale. E noi abbiamo cantato in tutte le lingue che conoscevamo.

Giorno 3
E poi arriva il giorno del matrimonio che inizia con una serie di capelli cotonati, ciglia finte che non avevo mai visto in vita mia, correndo poi verso la chiesa con uno strano luccichino negli occhi. Era la prima volta che assistevamo ad un matrimonio ortodosso e la celebrazione con i suoi canti e l'incoronazione finale é stata davvero emozionante. Ma la sorpresa più grande é stata quando ci siamo ritrovate al ricevimento in cui era stata riprodotta l'antica Grecia con tanto di Cavallo di Troia gigante. La festa, perché cosi dovrebbero essere chiamati tutti i matrimoni, ci ha fatto ballare, sorridere, ed emozionare fino a tarda notte, fino all'ultimo fuoco d'artificio nel cielo.

Giorno 4
Il nostro quarto giorno é iniziato direttamente dal pranzo nel ristorante Em Sherif, perfetto per assaporare i sapori della tradizione libanese, ed un luogo da non perdere anche per il suo arredamento e le sue grandi vetrate colorate. Abbiamo poi passeggiato per il centro della città, visitato la moschea di Mohammed Al-Amin, simbolo della città e visto il tramonto da Iris, considerato uno dei roof-tops più cool di Beirut.

Giorno 5
Il quinto giorno ci siamo dirette verso nord e abbiamo trascorso la giornata nel nuovo Orchid Beach Club per poi spostarci verso Byblos per ammirare il tramonto. Byblos è un'antica città fenicia famosa per i suoi fossili e la sua storia millenaria. Abbiamo cenato al porto nel ristorante Mhanna Sur Mer circondate dai templi e dall'anfiteatro affacciato sul mare. Uno spettacolo meraviglioso. Tornando verso la città ci siamo imbattute in Yvan Rodic, famoso fotografo e traveller con cui avremmo trascorso le successive serate.

Giorno 6
Purtroppo é arrivata la nostra ultima giornata che é stata dedicata principalmente al food shooping per riportare in Italia quei sapori che ci avevano più colpito. Abbiamo poi passeggiato per Mar Mikhael district, famoso anche per le sue meravigliose scale colorate Dhizahyners e pranzato in un bistro di ispirazione francese, Prune French Bistro. Non potevamo partire senza visitare almeno un designer libanese! Cosi siamo state invitate da Rani Zakhem a perderci nel suo meraviglioso atelier. Abbiamo rivisto i capi che avevano sfilato in occasione di Altaroma e la collezione sposa che ci ha fatto davvero sognare. Non potevamo partire senza un'ultima serata insieme! Cosi siamo state in un suggestivo locale chiamato Myu On The Roof dove abbiamo salutato gli amici nuovi e vecchi che abbiamo incontrato in questi giorni.

Nessuna di noi era pronta per partire, ma una cosa ci consolava: l'estate era appena iniziata!

Con amore,

Fiamma, Christina, Fausta and Cynthia













































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